la doverosa assenza

si dice che l’assenza sia l’assenza di presenza.

e mai termine fu piu’ su misura per le erratiche (d) evoluzioni di questo finir d’estate.

grandi cose bollono in pentola, grandi alti e grandi bassi. ne terro’ traccia in contemporanea al loro manifestarsi.

mi ritiro di nuovo.

p.

Un sassolino nella testa

Non voglio ancora dirlo, ma mi sembra che il mal di testa che da 4 giorni non mi abbandonava sia andato via. Era un ospite indesiderato, annidato nel lobo occipitale e che tentava di raggiungere il collo, da dove avrebbe potuto avere via libera ad ogni parte del mio corpo. Voleva sconfinare forse. Ma mio caro, il mio cervello e’ un labirinto, e non e’ facile uscirne, la prossima volta pensaci due volte.

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Foto: Toni Pecoraro

Schiavi Moderni

” La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al rispondere al telefono. Lavoratori dipendenti si sono trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti. La legge Biagi è una legge di sinistra per una politica del lavoro di ultra destra. Copiata dai faraoni. Call-center al posto di piramidi.”

Beppe Grillo.

http://grillorama.beppegrillo.it/schiavimoderni/

il destino dei dittatori

Jorge Rafael Videla fu processato nel 1985 per aver fatto torturare e uccidere 30.000 oppositori e nello stesso anno fu condannato all’ergastolo (in una sontuosa villa), ma nel 1990 fu liberato sotto la pressione dei militari da Carlos Saul Menem (1935 -); è ancora in vita.
Roberto Eduardo Viola: nel 1984 fu processato per violazione dei diritti umani e nel1985 fu condannato all’ergastolo. L’ergastolo però era in una ricca villa provvista di tutte comodità e oltretutto nel 1990 fu liberato sotto pressione dei militari. Nel 1994 morì all’età di 70 anni.
Leopoldo Galtieri: nel 1985 fu processato per violazione dei diritti umani e nel 1986 fu condannato all’ergastolo, sempre in una sontuosa villa. Nel 1991 fu liberato sotto pressione dei militari. Nel 2000 fu di nuovo processato per rapimento di bambini, ma morì il 16 gennaio 2003, all’età di 76 anni e 6 mesi.
Reynaldo Bignone: per aver permesso libere elezioni non fu mai processato ed è ancora in vita.

Fonte: Wikipedia.it

troppe cose da fare

manco da un po’ perche’ nell’altra vita, quella vera, ho parecchio da fare. ecco una breve lista:

1.  ebbene si, si prospetta all’orizzonte un’altro trasloco. con tutto quello che comporta, ed a solo 5 mesi di distanza dal precedente… lascio la mia amatissima Brooklyn Heights per un posto decisamente meno aristocratico. ma di certo piu’ colorato (o meglio, colorito). Contro: addio corse sulla promenade, niente spesa alla Pacific Deli, dire ciao al mio Starbucks preferito, cominciare a studiare la spagnolo per comunicare con i vicini (questo potrebbe essere un pro), tornare a casa dicendo “che posto di m####”. Pro: ancora da pervenire.

2.  stare dietro ad Anto, che sara’ qui con me per due settimane. in pratica si tratta di organizzare di continuo cose per farlo divertire. ma va bene cosi’, ci voleva la compagnia di un amico. in piu’ torna utile, l’85% delle foto che scatta non sono per la citta’, ma per le presenze femminili che la popolano.

3.  tasto dolente, il lavoro. mi devo dare una svegliata, ho un casino di cose da fare, papers su cui lavorare, e non ultima la mia tesi di specializzazione. sono indietro. indietrissimo. merda.

4.  eventualmente mettere ordine nel mio caos esistenziale.

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    Le mitiche feste a casa di alfio

    Sempre nel periodo epico, mi ricordo delle mitiche feste dell’alfieri.

    Le 2 indimenticabili a casa sua, dove c’era la nostra musica, quella che ci ha fatto crescere negli anni ‘90, e dico Soundgarden, Nirvana, Smashing Pumpkins, Mudhoney, Pavements, Afghan Wigs, Stone Temple Pilots, Pearl Jam (fino a Vs, non oltre). Era il 1994, e rimasero nella storia. Sui video veniva proiettato a ciclo continuo Eraserhead di David Lynch, c’era nell’aria una vibrazione elettrica che ci faceva sentire al centro del mondo. Erano i nostri anni, quelli dei nostri film, quelli delle nostre chitarre, delle nostre poesie, dei nostri sogni. Ricordo che depredammo completamente la riserva di vino di suo padre, quella che era conservata sul suo balcone. il de majo invento’ un gioco geniale, il mai troppo rimpianto “chi non vina va’ ” nel quale bisognava bere vino oppure andarsene via. una delle due feste era in occasione dei suoi 18 anni, e fu indimenticabile il momento in cui tonia porto’ la torta e lui in pratica la caccio’ via perche’ impegnato a ballare nel suo solito unico stile.

    poi c’erano le feste al mare, sul tetto della sua casa a Paestum. anche li’ le leggende si sprecano. tipo quando sotto l’effetto di non so quali sostanze componemmo dei capolavori psico-musicali di inarrivabile pregio prendendo i testi dalle scatole di qualsiasi cosa ed estraendo a sorte gli accordi di chitarra ed i giri armonici (sono nate cosi’ “kamera”, rude e punkettara, e la bellissima “vassailissa vailossa” dal sapore oriental-bulgaro). oppure si narra delle gesta del grande Franz, che durante una festa inciampo’ e cadde dal tetto ma si aggrappo’ al cornicione e riusci’ a risalire come se niente fosse successo.
    io non c’ero, ma il racconto era cosi’ coinvolgente e l’entusiasmo cosi’ palpabile che mi sembra di vederlo li’, aggrappato a quel cornicione e risalire come fosse l’uomo ragno.

    abbiamo fotografie e filmati di quei tempi, registrazioni e scritti, ma nessun documento e’ rimasto di queste feste, destinate per sempre ad aleggiare come miti lontani ed irripetibili.

    Perry e l’amica

    Perry l’altro giorno ha litigato al telefono con un’amica. Lui e’ rimasto deluso, dopo aver speso ore a parlare con lei dei suoi progetti artistici, delle sue idee, lei si e’ mostrata interessata essenzialmente al Perry uomo, non tanto all’artista. Diciamo che lei voleva semplicemente divertirsi un po’, e questo svilimento, questo ridurre il loro rapporto ad un misero contatto fisico non gli andava giu’. Lui voleva una comunione di idee ben piu’ alta, e comunque un minimo di interesse verso il suo grande progetto, che ormai e’ la sua vita. In piu’ lei aveva ancora contatti col suo ex-produttore, uno che fa parte del sistema, omologato, un mediocre pupazzo venduto alle leggi di mercato, quindi un ostacolo in piu’ al loro incontro. Insomma niente da fare, per ora. Ha lasciato intendere che la richiamera’ prima o poi, perche’ a quell’amica lui ci teneva. Vediamo.

    O victoria o muerte!

    Uno dei giorni piu’ neri e vergognosi per la nostra democrazia, degno delle peggiori dittature, dei vecchi regimi sudamericani.

    De Gennaro, il capo della polizia, disse: “Genova servirà da esempio per i futuri vertici. Alla Diaz siamo stati attaccati”.

    Anche se tardi, verita’ e documenti stanno affiorando. Noi quel G8 non lo dimenticheremo mai.

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    Photos: Han Soete

    il trapezista

    il trapezista volava da tempo da una fune all’altra, conosceva i trucchi del mestiere, aveva esplorato nelle evoluzioni in aria tutte le sue possibilita’. ormai esperto e annoiato dalle solite acrobazie, abituato a non aver paura di cadere perche’ sicuro della rete pronto a prenderlo, decise di andare oltre, di togliere la rete di sicurezza, di cominciare a volteggiare piu’ in alto, piu’ veloce, sfidando la legge di gravita’, cercando di abbattere quelli che fino a prima sembravano limiti, ma che forse erano solo muri costruiti nel tempo dall’abitudine. finalmente riassaporava emozioni sopite, brividi sulla pelle, godeva del vento che gli attraversava i capelli mentre dominava dall’alto un pubblico sempre piu’ ammirato e nello stesso tempo perplesso.

    dove sarebbe arrivato? cosa si era messo in testa? era forse un pazzo, un folle, uno stolto, un’illuso? o forse andava solo incontro al proprio destino?

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    ¿Que horas son mi corazón?

    E alla fine una tempesta su di noi…

    Que voy a hacer,
    Je ne sais pas
    Que voy a hacer
    Je ne sais plus
    Que voy a hacer
    Je suis perdu
    Que horas son, mi corazón

    June 27 2007 - Manu Chao @ Prospect Park, Brooklyn, NY