Devo ricominciare da questo, perche’ ne ho bisogno, perche’ tutto deve ricominciare da qui, perche’ dobbiamo ricordare, e non lasciare che una valanga di sterco ricopra il nostro intelletto e cancelli il nostro sapere critico.
Da questo, ed e’ un’emergenza, perche’ altrimenti finiro’ col perdere la direzione, o col venderla per un pugno di cenere. perche’ mai come adesso c’e’ bisogno di mettere un paletto, o di erigere un muro a difesa di qualcosa che rischia una metamorfosi revisionista e che potrebbe diventare il pasto di teorie piccole piccole, sottoprodotto di poverta’ intellettuale, degne neanche delle conventicole pseudo-new-age.
Da questo, perche’ ho sempre osteggiato i falsi moralismi, ed ancor di piu’ i falsi “progressismi” che possono nascondere derive utilitaristiche, o diventare alibi strumentali alle proprie debolezze o paure.
La sociologia, l’antropologia, le scienze umanistiche tutte, ci dicono qualcosa che vale la pena ricordare: che nel corso della Storia tutto cambia e si modifica, ma i singoli attori della storia dell’umanita’ ci ricordano a loro volta che ci sono istinti e sentimenti che sono gli stessi da millenni. l’amore, l’odio, la liberta’, l’invidia, hanno ed avranno su un piano mentale e fenomenologico sempre le stesse dinamiche, e continueranno a significare quello che significano da sempre.
L’amore, e’ questo pensiero che da tempo mi continua a tormentare, e sbatte contro le pareti del mio cranio, volendo uscire, ma non sapendo bene come. l’amore, quello che esiste, o meglio che non esiste ma che molto piu’ semplicemente e’ stato definito dai gesti disperati e folli di persone (quelle si, esistite) in preda ad un demone che non gli lasciava scampo, che gli imponeva di sfidare intere famiglie, di opporsi alle religioni, alle convenzioni, di combattere contro divieti assoluti di ogni natura, contro la Natura stessa, attraversando deserti, superando gli orizzonti, vincendo sulle malattie, sconfiggendo il tempo.
Chi ha provato tutto cio’ o si e’ solo soffermato a ragionare leggendo o ascoltando le storie di altri capira’ che l’amore non ammette intrusi, non lascia spazio a nient’altro che a stesso, che non c’e’ diga che non possa travolgere. mettere in dubbio questo o provare ad alterarne il significato vuol dire creare un falso storico, vuol dire offendere la memoria, mutilare, sporcare cio’ che e’ e che e’ sempre stato.
Mi e’ capitato ultimamente di venire in contatto con certi prodotti di sottoculture che di fatto cercano di inquinare e di affermare sotto forma di teoremi e argomentazioni il concetto di amore. ho letto di chi teorizza nuove formule di amore, nuove e piu’ soddisfacenti forme di relazioni amorose. e mi sono cadute le braccia, soprattutto pensando che ci sono persone che seguono tali deliri credendoli “moderni”, o progressivi. ho letto di persone che si dichiarano “colte” che nascondono dietro ideologie ed ipocriti legami enormi problemi di identita’, insicurezza, ed autodefinizione. per carita’, tutto e’ lecito, ma non chiamomolo amore, semmai ipocrisia, solitudine, vuoto, egoismo.
Associano nella stessa frase le parole “amore” e “accordo” (agreement e’ la parola che usano). si accordano ad esempio ad avere relazioni aperte, cioe’ ognuno puo’ avere piu’ partner “collaterali” tenendo sempre in considerazione che la loro storia e’ quella”primaria” e che le altre sono “secondarie”. cosa significa questo? certo, un accordo e’ necessario quando si fanno affari, quando si deve regolare un contratto, quando ci sono parti economiche da tutelare, ma nell’amore, nella relazione amorosa tra due persone ci vuole tutto fuorche’ un accordo. l’amore non si accorda. l’amore mangia tutto. la cosa triste e’ che tentano di fare rientrare questo genere di operazioni nella categoria “Amore”. e cosi’ si autolegittimano. tirano lo sciacquone sulla loro coscienza, e credono di nascondere i paurosi vuoti di contenuto che tutto questo nasconde.
Esempio emblematico, questa persona. si dichiara femminista ma femminista non e’, bensi’ odia gli uomini (estrinseca il suo disprezzo usandoli, e non amandone nessuno), ed utilizza le sue modalita’ di relazioni aperte per comodo, per i suoi evidenti problemi di insicurezza, di definizione di identita’, di vuoto esistenziale. tutto gronda miseria. se l’amore e’ soprattutto altruismo, questo e’ egoismo, una sorta di berlusconismo relazionale, uno sciacallaggio di corpi. proprio non ci arrivano a capire che una volta che incontri l’amore, di te non te ne frega piu’ niente, ma vuoi solo il bene e la felicita’ dell’altro, dai anche la tua vita, per niente in cambio. potra’ sembrare estremo, ma e’ cosi’, e’ testimoniato dal sangue, dalle lettere, dalle processioni, da vite intere sacrificate a scriverne, all’affannosa ricerca. sara’ un concetto idealista, ma e’ l’unico degno dell’amore, che altrimenti si ridurrebbe a cosa terrena.
L’amore e’ raro, forse rarissimo. ma deve essere chiaro che questo non autorizza ad identificare nell’amore la poverta’ emozionale, e tutto il tessuto relazionale che ne deriva.