tante cose da dire. ma qui? chi c’e’ qui? cos’e’ questo?
il vuoto, o lo specchio? o forse soltanto un server, che trasformera’ tutto in bytes. impulsi che diventano impulsi. tutto si trasforma.

tante cose da dire. ma qui? chi c’e’ qui? cos’e’ questo?
il vuoto, o lo specchio? o forse soltanto un server, che trasformera’ tutto in bytes. impulsi che diventano impulsi. tutto si trasforma.
…ebbene si, eravamo funamboli e domatori di leoni. e di più, eravamo poeti e scrittori, musicisti ed intellettuali, eravamo giovani insomma, ed i nostri sguardi andavano oltre i palazzi di via domenico fontana, oltre l’orizzonte che vedevamo dalla finestra della nostra classe. o se la vuoi vedere da un’altra angolazione, eravamo dei gran cialtroni, fancazzisti, rompicoglioni. ma comunque sognavamo. quello si. “sognavamo così forte che ci usciva il sangue dal naso”.
Certo che questa vita non la si contiene. Non scrivendone, non facendone ossessive analisi, non chiedendo consigli agli amici più cari, non scrivendone pagine sugli interminabili bloc notes che ci portiamo dietro ovunque andiamo.
I pochissimi che negli ultimi mesi, diciamo nell’ultimo anno, hanno letto i miei pensieri, si sono di certo accorti che non è stato un periodo d’oro. Non perchè non siano successe cose belle, anzi, ma per il mio stato d’animo spesso oscuro.
Ed il problema è che non è facile capire il perchè, o meglio non è facile capire le mie reazioni a tutto quello che è accaduto da un anno a questa parte.
Ad ogni cosa positiva ho risposto con un’azione uguale e contraria, come a voler distruggere tutto, come a voler punirmi per ciò che di bello mi capitava, come a non voler essere felice.
Ho incontrato una persona eccezionale, che mi ha fatto camminare tra sogni che non avevo mai avuto il coraggio di fare, che mi ha dato se stessa con entusiasmo. Quando la guardo tutto in me sorride. Eppure mi sono fatto assalire dalle mie incertezze rischiando di rovinare tutto.
Ho grandi potenzialità, ali enormi come dono di natura, ma mi faccio prendere dalla paura di volare.
Vivo nella città più pazzesca del mondo, e lavoro in un’università da sogno, chiunque mi invidierebbe, e invece di godere di questa grande fortuna mi tormento con dubbi e mi creo problemi inutili.
Ho un presente da sogno, e guardo con paura al futuro.
Dovrei camminare costantemente ad un metro da terra lasciando una scia di polvere di stelle. Poi penso che sono allergico alla polvere…..
Ho sempre, sempre nella mia vita voluto vivere fino in fondo, fino all’ultimo respiro, e non capisco perchè, ma da un po’ trattengo solo il fiato.
Chiuderemo le frontiere.
Aumenteremo i poliziotti di quartiere.
I criminali stanno gia’ festeggiando (e preparando statue per onorare Mangano).
Ecco, si è deciso per il peggio.
Ma propro il peggio del peggio. Visto che non serve a niente continuare a chiedersi esterrefatti il perchè di tutto ciò, decido di prendere atto del fatto che in italia la maggioranza delle persone sono mie nemiche. E mi sono stufato, basta irridere berlusca & co. da ora in poi bisogna accettare che il mio vicino di casa è un idiota, o un corrotto, o uno che ha la concezione dello stato come ostacolo al proprio arricchimento, che non sa cosa sia la Costituzione. E a questo punto mettiamo da parte il buonismo e la correttezza a tutti i costi. Basta rispondere con civiltà a chi invoca i fucili, o a chi proclama eroi mafiosi. Ed a questi italiani che per un biscotto si vendono il culo e pure l’anima io dichiaro guerra.
La politica italiana e’ sempre stata pessima, almeno da quando cominciai a seguirla, cioe’ i primi anni novanta. Ma adesso l’impressione e’ che sia enormemente peggiorata, o forse guardarla da lontano fa notare ancora di piu’ le storture, la bassezza dei personaggi, il vuoto. E televisione e giornali non sono da meno.
Sembra davvero il paese di Pulcinella. Non essendo questa una battuta c’e’ di che essere tristi.
Ieri qui a New York ha piovuto tutto il giorno.
Ma quell’acqua non era pioggia, era il cielo che si abbatteva sulla terra, erano le lacrime dei quattromila soldati americani morti in questa guerra, delle decine di migliaia di civili iracheni morti, di quelli che manifestavano nonostante il diluvio e che dall’inizio si erano opposti a questa follia, era la natura che rovesciava acqua per pulire il sangue.
L’IRAQ (libero?) sta crescendo.
Mi dicono...